Dal 15 aprile gomme estive per la vostra auto

Anche se non particolarmente freddo, questo inverno è finalmente giunto al termine. L’ingresso nella stagione bella si fa sentire con la sua esigenza di cambiamento: sale l’umore, si alleggeriscono gli abiti e – perché no? – si comincia a pensare anche al cambio gomme della propria auto!

E’ ora, infatti, di smontare gli pneumatici invernali e, come ordinanza vuole, a partire dal 15 aprile calzare le gomme estive.

Se effettuare il cambio gomme auto è ormai un’abitudine consolidata per molti, per alcuni continua a rimanere una scocciatura.

Ma è proprio a questi ultimi che ricordiamo che montare gomme adatte alle diverse stagioni è importante per garantire a sé stessi la massima sicurezza.

Montare le gomme estive quando le temperature sono superiori ai 7°C significa varie cose, tra cui:

  • riduzione dello spazio di frenata di almeno il 20% rispetto ad una gomma invernale;
  • ottimizzazione del consumo di carburante;
  • ottimizzazione della durata delle gomme;
  • riduzione delle emissioni dannose per l’ambiente.

Fortunatamente, coloro che resistono al cambio gomme stagionale si riducono di anno in anno, e la disponibilità di canali diversificati – online o tradizionali – per l’acquisto degli pneumatici costituisce un plus di questo mercato.

Ma vediamo quali sono gli pneumatici migliori per l’estate 2017.

A tale proposito, è fondamentale scegliere con criterio tra gli pneumatici selezionati dal TCS (Touring Club Svizzero) dopo prove comparative effettuate su 31 pneumatici, di cui 16 modelli nella misura 195/65 R15 91V e 15 modelli 215/65 R16 98/102H. Sono ben 28 le gomme promosse – con menzione di raccomandato o molto raccomandato – che possono adattarsi a numerose autovetture, da quelle di taglia piccola fino ad arrivare ai più potenti SUV ed ai Fuoristrada.

Come tutti gli anni, i test sono sempre sfidanti e comprendono prove su terreno asciutto e bagnato, con rilevazione di diversi parametri, tra cui:

  • spazio di frenata;
  • rumorosità;
  • consumo di carburante;
  • durata dello pneumatico ed usura;
  • resistenza all’alta velocità.

Restiamo sugli pneumatici “molto raccomandati” nella misura 195/65 R15 91V 5, riservata alle berline.

Tra questi troviamo l’intramontabile Pirelli Cinturato P1 Verde con il maggior punteggio, seguito a stretto giro dalla giapponese Bridgestone con lo pneumatico Turanza T001. Seguono due evergreen: Continental con il ContiPremiumContact 5 e Goodyear con EfficientGrip Performance. Chiude la lista dei “molto raccomandati” la svizzera Esa-Tecar con Spirit 5H.

Passando ai SUV e Fuoristrada, dei 15 pneumatici testati nella misura 215/65 R16 98/102H, solo due sono stati promossi a pieni voti: Goodyear EfficientGrip SUV e Cooper Zeon 4XS Sport.

Appena sotto, tra i “raccomandati”, troviamo case degne di nota che hanno passato i test con qualche debolezza nelle prove sul bagnato. Tra queste, citiamo Firestone Destination HP, Nokian Line SUV, Pirelli Scorpion Verde e Bridgestone Dueler H/P Sport.

Sempre in questa categoria, si segnala un “raccomandato con riserva” della casa francese Michelin: il Latitude Tour HP, infatti, ha mostrato prestazioni davvero scarse su fondo bagnato. Decisamente sconsigliate, invece, sono le Yokohama Geolandar SUV con prestazioni pessime su tutti i fondi.
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Dopo la grandine, l’assicurazione: come comportarsi con un’auto danneggiata

Tra i vari danni che una grandinata più o meno violenta può provocare ci sono anche quelli che riguardano le auto: ecco perché può essere utile sapere come comportarsi con le assicurazioni e, soprattutto, conoscere tutti i casi in cui si può beneficiare di una copertura adeguata. In primo luogo, è bene tenere a mente che a fini assicurativi la grandine rientra tra gli elementi naturali i cui danni sono risarciti se si dispone di una copertura kasko, sia essa integrale o semplicemente parziale. Con una kasko, insomma, non si ha niente di cui preoccuparsi, dato che tocca alla compagnia provvedere al pagamento della riparazione nella sua totalità. In più, non si corre il rischio di perdere il bonus.

Naturalmente, affinché la compagnia assicurativa possa risarcire i danni è indispensabile che gli stessi vengano identificati e riconosciuti: ecco perché una volta che l’automobilista ne ha verificato la presenza dovrebbe presentare subito una denuncia a riguardo, ricordando che dopo un certo limite di tempo – stabilito dalle condizioni del contratto – decade il suo diritto a essere risarcito. Le ispezioni cumulative effettuate dalle assicurazioni permettono di riscontrare e accertare i danni, sempre che – occorre ribadirlo – sia in gioco una polizza kasko. Diverso è il caso in cui si sia assicurati unicamente per i rischi di responsabilità civile: in questa circostanza, infatti, l’automobilista non può sperare in aiuti dall’esterno e deve fare tutto da solo.

Una volta che ci si è occupati di tutti gli aspetti burocratici, con la definizione dei casi in cui si è coperti dall’assicurazione, può essere utile interessarsi di come i danni saranno sistemati. Al di là degli eventuali vetri scheggiati o rotti, per i quali non si può fare a meno di procedere a una sostituzione, è la carrozzeria l’elemento su cui ci si deve concentrare, perché è qui che sono presenti le ammaccature: per farle scomparire come ci spiega l’Autoffina Autronica, carrozzeria Udine,  la tecnica più recente e più efficace che viene utilizzata è la cosiddetta levabolli, che ha il pregio di ridurre in modo consistente i tempi di intervento per i ricambi. Tale aspetto si riflette, per altro, sul piano economico, con una contrazione delle spese.