Archivio mensile:luglio 2013

Attenzione al fumo in auto, un vizio che mette a repentaglio salute e sicurezza

Le campagne di sensibilizzazione contro il fumo sono sempre più pressanti anno dopo anno. Spot televisivi, immagini di polmoni danneggiati dal fumo che circolano sul web, sui quotidiani e sulle riviste, reportage, lezioni sulla salute in tutte le scuole italiane e anche addirittura messaggi scritti a grandi caratteri direttamente sui pacchetti di sigarette.

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Nonostante tutti questi strumenti di dissuasione vengano messi in atto in modo sempre più intenso sono sempre più numerose le persone che fumano e che vanno incontro alla possibilità di ammalarsi e di morire.

Pensate che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che nell’ultimo secolo ben un miliardo di persone sono morte a causa del fumo delle sigarette, un numero questo che è destinato a salire in modo esponenziale. Nel 2030 il numero delle vittime causate dal fumo potrebbe raggiungere infatti quota 8 milioni.

Il fumo è ancora più pericoloso alla guida dell’automobile. A finestrino chiuso infatti la vettura si trasforma in una sorta di camera a gas che peggiora in modo ancora più intenso i danni del fumo. Anche aprendo il finestrino però la situazione non migliora molto, nonostante vi sia circolo d’aria infatti è vero anche che entra lo smog che di sicuro non può dirsi salutare.

Dobbiamo poi ricordare che il fumo in automobile è dannoso anche per i passeggeri. Pensate infatti che ogni anno sono ben 600.00 le persone che si ammalano a causa del fumo passivo. Non solo, oltre al fumo passivo c’è anche il fumo di terza mano, tutte quelle scorie cioè che vanno a depositarsi sui sedili dell’automobile e che possono a loro volta essere considerate dannose.

Il fumo è pericoloso alla guida anche perché comporta una diminuzione dei riflessi del guidatore. Il fumo infatti comporta una minore quantità di ossigeno che arriva al cervello e quindi una minore concentrazione. Senza dimenticare poi che la nebbia causata dal fumo delle sigarette può rendere anche la visuale meno nitida.

Diminuiscono i viaggi in autostrada, la colpa è della crisi economica

 

Nel 2012 il traffico sulle autostrade italiane è calato notevolmente rispetto agli anni passati, un calo del 7,2% che è destinato a quanto pare a scendere in modo ancora più intenso nei prossimi anni.

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Il calo del traffico sulle autostrade italiane è ovviamente una chiara conseguenza della crisi economica che stiamo vivendo. I viaggi in automobile sono infatti oggi come oggi davvero troppo costosi, un prezzo questi che gli italiani non hanno più la possibilità di poter sostenere. Nel costo dei viaggi in automobile infatti non dobbiamo considerare solo l’elevato prezzo della benzina ma anche i pedaggi autostradali che sono di anno in anno sempre più salati e anche il fatto che il costo della vita è sin troppo caro, anche una semplice sosta per la colazione in un autogrill potrebbe rappresentare un vero e proprio problema economico per le famiglie italiane che prediligono allora viaggi low cost e all inclusive con partenza in aereo ovviamente.

Il presidente dell’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori (Aiscat) Fabrizio Palenzona ha affermato: “Cinque anni di eccezionale crisi hanno determinato inedite ripercussioni nel settore delle infrastrutture e nel mondo delle sue concessioni, cambiando in modo sostanziale il contesto di riferimento, e le prospettive future, in termini di flusso di traffico, finanziabilità delle opere, capacità di impegno della spesa pubblica sempre più limitata“.

Secondo Fabrizio Palenzona per riuscire a portare avanti tutti gli investimenti che sono stati fatti in questi anni e per poter mettere in atto nuovi investimenti c’è bisogno di prendere in considerazione nuovi strumenti. La soluzione secondo Palenzona sarebbe quella di accorpare le concessioni che sono in questo momento attive e di allungare le loro scadenze, in questo modo sarebbe infatti possibile diluire l’impatto sulle tariffe autostradali rendendole più economiche e incentivando così gli automobilisti italiani a viaggiare di più in auto.