Archivio mensile:dicembre 2013

Inserire un neopatentato nella polizza dell’auto di famiglia, che costi! È davvero necessario comunicare i suoi dati all’assicurazione?

Se volete che vostro figlio neopatentato possa utilizzare l’auto di famiglia è necessario comunicare i suoi dati alla vostra compagnia assicurativa.

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In questo modo il suo nominativo verrà inserito nella polizza assicurativa. Se pensate che tutto questo possa essere fatto gratuitamente vi sbagliate, l’inserimento di un ragazzo tanto giovane e privo di qualsivoglia esperienza alla guida nella polizza comporta un aumento davvero intenso del suo costo. Statisticamente sono proprio i ragazzi giovani e in modo particolare quelli che hanno appena preso la patente di guida i guidatori che incorrono in incidenti anche molto gravi, ragazzi che sono un po’ sprovveduti e ingenui, che non sanno reagire in modo razionale agli ostacoli che possono trovare sul loro cammino, che spesso hanno dei comportamenti alla guida che non possono di certo dirsi responsabili. Sappiamo che non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma sono proprio queste statistiche che le compagnie assicurative utilizzano per stilare le loro fasce di prezzo.

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E allora ecco che molte persone si chiedono se sia possibile tacere i dati del ragazzo e fargli guidare comunque l’auto di famiglia. Assolutamente no, si tratta di un reato ed è come se voi metteste vostro figlio al volante di un’automobile del tutto priva di copertura assicurativa, né più né meno. Dovete sempre tenere presente infatti che in caso di incidente la compagnia assicurativa non avrà alcuna intenzione di ripagare i danni se l’incidente è stato causato da vostro figlio, cosa questa che ovviamente non vi conviene affatto dal punto di vista economico.

Non credete anche voi che sia preferibile spendere qualche euro in più sulla polizza e vivere così in modo molto più tranquillo e leggero? Vi ricordiamo inoltre che spenderete meno ad inserire vostro figlio nella polizza piuttosto che scegliere di acquistare per lui una nuova auto, dopotutto è ancora giovane e ci sarà tempo per avere una macchina tutta sua. È importante però che vi informiate se la legge consente a vostro figlio di guidare l’auto di famiglia, se l’auto infatti è di grande cilindrata e quindi molto potente c’è la possibilità che non possa mettersi al suo volante per un anno ancora.

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Le assicurazioni in Europa

Per effettuare un’analisi comparativa relativa ai settori dell’assicurazione dei principali governi europei, fra i quali sono compresi Italia, Germania, Francia e Regno Unito è necessario considerare i dati proposti dalla ISIS Bureau Van Dijk; questi dati mostrano, chiaramente, quale sia la condizione patrimoniale delle compagnie di assicurazione statunitensi ed europee. All’interno di questa banca dati si trovano le informazioni che sono state offerte da Fitch IBCA e che permettono di avere uno spaccato relativo a più del 90% delle imprese per il periodo compreso fra il 2007 ed il 2011. Per quanto riguarda il ramo danni nel 2011, in Italia vi erano 89 compagnie, 231 in Germania e 146 nel Regno Unito; queste sono state censite da ISIS.

Per quanto riguarda il reddito delle compagnie di assicurazione, è importante considerare il ROE ossia il return of equity. Questo dato viene ottenuto effettuando il rapporto fra l’utile, prima di essere tassato, e il capitale o i mezzi patrimoniali. Per quanto riguarda il 2011, si osserva un decremento del ROE infatti, in Europa la profittabilità è diminuita dal 7.4% del 2009 al 6.4% del 2010 per passare al 5.7% del 2011. Inoltre, per quanto riguarda l’Italia il dato è peggiore rispetto ai restanti Paesi europei. Esaminando il caso della Francia si evince che il ROE è in crescita e passa dal 9.0% del 2009 al 10.8% del 2011; in aumento anche quello delle compagnie tedesche.

Se si analizza la dispersione delle imprese si può osservare che in Italia, per quanto riguarda il 2011, si registra un aumento del fenomeno che si attesta su 21 punti percentuali; la Francia si ferma a 20 punti mentre la Germania ad 11 punti . Negli altri Paesi europei, questo dato si ferma a 15 punti percentuali.

Nel 2011, il combined ratio, ossia la somma fra l’exoense ratio e il loss ratio, è in calo; l’ìunica eccezione è rappresentata dal Regno Unito che si è attestata al 100.7% del 2011 contro il 97.1% del 2010.

I Paesi europei hanno una media pari a 96.5% mentre le compagnie di assicurazione italiana si attestano al 96.9%. Per quanto riguarda l’Italia l’expense ratio ha visto una diminuzione infatti si è andati dal 33.4% del 2010 al 30.4% del 2011. In controtendenza il Regno Unito che è passato dal 35.1% del 2010 al 37.9% del 2011. Invece il solvency ratio è in crescita in tutta Europa; questo fenomeno riguarda anche il Regno Unito dove si è arrivati al 30.8% . Il calo di questo dato interessa invece l’Italia, la Francia e la Germania.

La dispersione delle imprese di assicurazione, per l’anno 2011, è stata molto importante per il Regno Unito dove si è arrivati a 39 punti percentuali mentre in Italia si è attestata a 21 punti percentuali e in Francia a 26 punti percentuali. La media europea è di 32 punti percentuali.