Archivio mensile:maggio 2016

Auto usate e assicurazioni: come attivare una polizza senza spendere di più?

I siti di annunci di auto usate mostrano offerte a cui è difficile resistere…ma conviene comprare un’auto usata o l’assicurazione costa di più?

 

Complice la crisi economica, il mercato dell’usato in Italia è in costante crescita. Tantissimi sono gli italiani che optano per questa soluzione e consultano i maggiori siti di annunci di auto usate messe in vendita da privati e concessionarie, per farsi guidare nella scelta tra l’ampia varietà di marche e modelli disponibili online.

L’usato permette di risparmiare sul costo della vettura, è però importante non rischiare di perdere il vantaggio economico ottenuto al momento della stipula della polizza assicurativa.

 

Assicurare un’auto usata costa di più?

In generale, esiste il falso mito secondo cui comprando un’auto usata si spende di più sulla polizza. Questo perché un veicolo vecchio viene considerato più predisposto a guasti meccanici. Quindi il costo dell’RC auto è direttamente proporzionale all’età del mezzo. Pertanto le compagnie assicurative, ritenendo più probabile la possibilità di incidenti ad auto di seconda mano, fanno pagare polizze dal prezzo maggiorato. Per evitare questo inconveniente però basta scegliere un usato sicuro, esaminato con attenzione, magari con l’aiuto di un meccanico.

 

La Legge Bersani ti dà una mano

Il valore della RC auto usata dipende infatti dalle caratteristiche del veicolo e del nuovo conducente che ha effettuato il passaggio di proprietà. Non c’è alcuna differenza tra auto nuove e usate poiché, anche in quest’ultimo caso, si può usufruire degli stessi vantaggi previsti per il nuovo. In primis l’attivazione della Legge Bersani entro 12 mesi dall’acquisto che rappresenta un’opportunità di risparmio in quanto permette ai componenti di un nucleo familiare la possibilità di ereditare la classe di merito di un veicolo già assicurato dallo stesso soggetto o da un familiare convivente.

Si può inoltre partire dalla classe base, ovvero la 14a classe o, nel caso si possieda già un’auto, sfruttare la continuità della classe di merito precedente, posseduta in precedenza.

 

Tariffe europee a confronto

In Italia assicurare un veicolo costa il doppio che in Europa. A sottolinearlo è l’Ivass, l’organo di vigilanza del mercato assicurativo, che ha rilevato come una polizza in un paese europeo costi circa 250 euro in meno.

Le tariffe RC auto in Italia sono le più care d’Europa. In alcune città i costi dell’assicurazione raggiungo cifre altissime, tali da far preferire di registrare altrove il proprio veicolo per evitare un salasso ingiustificato.

Costi esorbitanti, ingiustificati appunto. Ma perché sono così alti? I motivi che portano i prezzi ad aumentare possono essere identificati in due filoni specifici: da un lato il problema delle frodi, dall’altro un mercato troppo concentrato nelle mani di poche compagnie assicurative (per la precisione cinque che controllano il 70 % del mercato in Italia).

 

Fattori di rincaro

Molto poi dipende anche da noi automobilisti. Una ricerca Ipsos paragona il comportamento degli automobilisti UE. Dallo studio emerge che, anche se in media gli automobilisti europei ottengono un voto di 7,7 su 10, agli italiani viene assegnato il premio di guidatori spericolati e meno responsabili. Un vero peccato, visto che la sicurezza è una delle voci che più incide sulle assicurazioni.

 

Abitudini alla guida

Ma è proprio vero che i guidatori italiani hanno uno stile di guida così pericoloso? In effetti la pessima abitudine di telefonare mentre si è al volante, senza usare il viva voce, viene ammessa da ben il 42% dei guidatori nazionali. Questa percentuale è molto più alta rispetto al 32% del resto d’Europa.

Inoltre, il 34% degli italiani confessa di usare lo smartphone durante la guida per inviare o leggere sms e mail, mentre la media europea è del 25%.

L’unica nota positiva riguarda i viaggi lunghi, il guidatore italiano si prepara bene e sa che è importante: controllare il corretto funzionamento del veicolo, consultare il meteo e fermarsi a fare un sonnellino. In quest’ultimo caso battiamo gli europei con una percentuale del 70%, mentre la media europea è del 56%.